COME NOMINARE UN VERO BIKE MANAGER PER ROMA
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COME NOMINARE UN VERO BIKE MANAGER PER ROMA

L’esperienza del cosiddetto bike manager si è conclusa. Come abbiamo già scritto lo scorso 7 Febbraio il bike manager, almeno in questa forma, non serve a niente. Semplicemente perché il bike manager, così come viene disegnato con la delibera n.58 del 14 Ottobre 2016,  non è un bike manager.

Durante gli ultimi mesi abbiamo toccato con mano l’inerzia creativa con cui le Unità Operative che gestiscono le strade e gli spazi pubblici avversano lo sviluppo della mobilità dolce a Roma. E abbiamo assistito sconcertati all’incapacità di reagire a tale inerzia da parte della giunta in carica. La storia trentennale del progetto per la Ciclabile Nomentana, i mesi passati a cercare chi dovesse intervenire in ordine al crollo del Muraglione sulla Ciclabile Tevere, la mai avvenuta messa in sicurezza dell’incrocio dove ha perso la vita Marco Artiaco, l’assurda vicenda della ciclabile su Via del Foro Italico, tuttora in sospeso. Il sottopasso – 100 metri – di Santa Bibiana.

Il tema della ciclabilità continua a essere gestito o come un fastidio, oppure come un lusso da trattare dopo aver gestito ben altri problemi.

Pensiamo, al contrario, che promuovere la bicicletta sia uno degli strumenti – e fra i più potenti – per consentire a Roma di transitare verso modelli di mobilità degni di una capitale europea.

Con la delibera n.58 del 14 Ottobre 2016, la figura del cosiddetto bike manager è stata creata tramite il ricorso all’art. 90 del Testo Unico per l’Ordinamento degli Enti Locali (TUEL). In base a questa disposizione di legge,  il soggetto così incaricato ha il divieto esplicito e assoluto di esercitare attività gestionale. E’ per lo meno improprio, allora, chiamarlo manager. Si trattava invece di un delegato dell’Assessora Meleo per la partecipazione ad incontri, riunioni, al collegamento con le associazioni e portatori di interesse vari.

Uno strumento del tutto insufficiente in considerazione della cultura che domina negli uffici tecnici di Roma capitale e degli obiettivi che invece erano stati annunciati dalla Giunta.

Un esempio su tutti. Negli incontri seguiti alla chiusura della ciclabile di via del Foro Italico, il S.I.M.U. ha candidamente dichiarato che non avrebbe utilizzato “le scarsissime risorse destinate al pronto intervento H24 manutenzione strade Grande Viabilità” per mettere in sicurezza ciclisti e pedoni. L’unico intervento, arrogante e arbitrario, è stato quello di impedirne il passaggio.

Se si vuole una mobilità nuova, a questa arroganza, incompetenza, e anche irresponsabilità vanno contrapposti meccanismi – e persone – nuove per la gestione degli spazi pubblici e della sicurezza delle strade.

I compiti cui deve assolvere un vero bike manager, di cui Roma ha un bisogno disperato, non sono quelli di rappresentanza e raccordo tra figure istituzionali dal pensiero divergente. Il vero bike manager a Roma deve avere la capacità di intervenire direttamente sullo sviluppo delle infrastrutture e sulla loro manutenzione. Deve essere una figura dirigenziale.

Gli strumenti esistono.

Il corretto inquadramento per il vero bike manager è quello di cui all’art. 110 del TUEL, che riguarda posizioni dirigenziali e di responsabilità, ricoperte da persone di comprovata esperienza, che possono prendere decisioni ed impegnare l’amministrazione verso l’esterno.

Riteniamo che solo una figura professionale di questo tipo possa essere adeguata a svolgere efficacemente le funzioni del vero bike manager.

Visto il diverso e ben più sostanzioso peso dei profili professionali assunti ex art. 110 rispetto a quelle assunte ex art. 90 TUEL, i dirigenti ex art 110 sono assunti a seguito di gara ad evidenza pubblica, e non a chiamata diretta.

Chiediamo che Roma Capitale formuli un bando di gara affinché gli interessati alla posizione possano sottoporre all’amministrazione il proprio curriculum; che questi vengano adeguatamente valutati, attraverso  criteri  trasparenti e predefiniti e che, all’esito della valutazione, l’amministrazione proceda alla nomina del nuovo BM con un incarico ex art. 110 del TUEL, facoltà espressamente riconosciuta e regolata dall’art. 37 del Regolamento Capitolino di cui alla delibera di giunta 384 del 2013.


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  • Roberto Pallottini

    molto d’accordo