Romano Puglisi: il maggior ostacolo a usare la bici è il pregiudizio. - Salvaiciclisti Roma

Romano Puglisi: il maggior ostacolo a usare la bici è il pregiudizio.

Romano Puglisi, psicologo, appassionato di bicicletta, scrittore di guide per biciclette. Ha partecipato alla fondazione di associazioni ciclistiche romane e al gruppo dei Ciclogenitori. Ai giovani dice che il maggior ostacolo a usare la bici è il pregiudizio.

Salve, mi chiamo Romano Puglisi, lavoro nella Formazione Professionale in Regione Lazio. Mi sono occupato dell’integrazione dei disabili nelle classi normali, poi degli adulti. Attualmente lavoro nella Scuola d’arte cinematografica “Gian Maria Volonté”, nel servizio Orientamento. Ho 3 figli di 29, 27 e 14 anni.

Bici

Appassionato, fin da quando ho imparato ad andarci a 12 anni, della bicicletta sotto una molteplicità di aspetti. Nel 1975 ho esordito nella categoria dilettanti, ma l’esperienza mi fece capire che lo sport agonistico rischia di ledere al rapporto con la bici. Ho continuato con sempre più convinzione di utilizzarla primariamente come mezzo di trasporto urbano. Già negli anni ’70, in cui di bici se ne vedevano poche. Ho partecipato alla fondaz. della 1° associaz.per i ciclisti romani: Pedale Verde, in seno alla Lega Ambiente nel 1984. ho partecipato alla fondazione della Fiab-onlus, fin dal 1987, occupandomi in maniera particolare delle reti di Bicitalia. Dal 2000, pubblico guide con Ediciclo Editore, l’ultima in lavorazione è Lazio e dintorni in bicicletta.

ciclogenitori 1

Bici e benessere

Sebbene non vi siano studi italiani noti, sia la Fiab che l’equipe della Città dei Bambini di Tonucci e Prisco hanno pubblicato risultati di ricerche in cui si evidenzia come * bambin*/ragazz* che vanno a scuola a piedi o in bicicletta, non accompagnati in auto o anche a piedi dai genitori, hanno un rendimento scolastico migliore di altri. A fine maggio, in occasione del 2° Festival delle Emozioni, dell’Ordine Psicologi Lazio, collaboro all’evento con una uscita in Villa Pamphilj, in cui, dopo la passeggiata, si chiederà alla persone partecipanti (adulti e bambin*) di descrivere le emozioni che hanno provato durante questa esperienza.

Mentre gli automobilisti si ignorano i ciclisti si salutano

Consigli

All’Amministrazione consiglio di aprire le scuole all’educazione, non solo stradale, ma ambientale nel senso più lato, come la promozione dell’autonomia personale fin da piccoli. Far capire come sarebbe diversa la strada, se tutti ci rispettassimo, soprattutto se usassimo mezzi di trasporto sostenibili. A piedi, in bici, con i pattini a rotelle, con i monopattini, tutti a trazione muscolare!. Un luogo in cui le persone possono incontrare gli altri, percependole, non come dei nemici o rivali, come succede andando in auto. Perché sono mezzi che consumano troppo spazio che non basta a tutti per muoversi, quindi per questo nascono i conflitti. Ma come degli amici, o persone da non temere, da salutare. Come disse un patrono del Tour de France, disse più o meno così, “mentre gli automobilisti si ignorano i ciclisti si salutano”.

tunnel ciclogenitori

Ai giovani

Ai giovani dico che il maggior ostacolo ad usare la bici non è il traffico e l’insicurezza delle strade, ma il pregiudizio. Il pregiudizio di usare un mezzo che da noi non detiene uno status uguale a quello che ha l’auto o la moto, perché se la usi passi per sfigato, per uno che non ha soldi. Non esiste un modello di ciclista pari a quello come il motociclista o automobilista, la nostra società e cultura, è stata condannata dalla presenza di una industria che ha dettato legge sulle scelte delle politiche dei trasporti dal dopoguerra in poi. Le paghiamo ancora oggi, paesi come la Spagna stanno meglio di noi da questo punto di vista, pur essendo dell’area mediterranea come noi. La scuola dunque deve lavorare sui modelli, cercando di associare l’immagine del ciclista ad una cosa positiva.

A chi comincia

A chi vuole prendere la bici per la prima volta a Roma suggerisco di liberarsi dal pregiudizio che la bici sia più insicura dei veicoli a motore. Niente di più sbagliato (le statistiche lo confermano). Io ho un’esperienza straordinaria con Ciclogenitori, perché iniziato nel 2009, che credevo finisse quando Valerio ne avesse compiuti 11-12, invece continuiamo. E in questi anni non abbiamo mai e poi mai avuto collisioni con i veicoli della strada, pur viaggiando sulla strade extraurbane. Un po’ questo è perché in virtù della mia esperienza di ciclista a tutto tondo, conosco e seleziono le strada da percorrere con loro (le guide lo dimostrano). Bisogna far capire, che andare in bici non è la stessa cosa di quando andiamo con l’auto, bisogna pensare con una forma mentis diversa, strade secondarie, non le consolari, ecc…

ciclogenitori felici


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