Da Roma a Brindisi seguendo l'Appia Antica - Salvaiciclisti Roma

Da Roma a Brindisi seguendo l’Appia Antica

Pubblichiamo il racconto del viaggio di Raffaele e Marta sulle tracce dell’Appia Antica. In bici, naturalmente.


L’idea di fare un viaggio lungo tutta l’Appia Antica ha cominciato a prendere forma molto tempo fa, nel momento in cui abbiamo saputo che il MiBACT, nel costituire il Parco Archeologico dell’Appia Antica, affidava al Direttore la responsabilità del progetto di valorizzazione dell’intera strada consolare, quindi fino a Brindisi.

Ci è sembrato bellissimo poter immaginare un tracciato a percorribilità lenta, che fosse un viaggio nella natura, nel tempo, nella storia e nella cultura delle popolazioni locali.

Recentemente poi abbiamo letto il libro “Appia” in cui l’autore Paolo Rumiz descrive un viaggio fatto a piedi, esattamente con lo spirito che ci stavamo immaginando noi. Tuttavia un mese di ferie era troppo… così come lasciare i nostri figli per tutto quel tempo!

Pronti per qualsiasi tipo di terreno!

E bici fu

Così abbiamo immaginato una velocità intermedia, che ci garantisse comunque le caratteristiche che desideravamo, per noi imprescindibili, e la possibilità di ridurre in maniera drastica i tempi di percorrenza.

Ne è venuto fuori un viaggio in bicicletta, di 13 tappe di circa 50 km in media al giorno che, a conti fatti, è stato veramente memorabile.

Gli elementi fondamentali li riconfermiamo tutti:

– Avere il tempo del contatto con la natura, la bellezza dei luoghi, i colori e i profumi. E il loro lento trasformarsi mano a mano che si cambia altitudine e si scende verso sud.

– Poter osservare, più o meno approfonditamente, la ricchezza delle testimonianze storiche che riaffiorano ovunque, nei momenti e nei luoghi più impensati. Testimonianze che rendono tangibile quel filo invisibile che ci lega idealmente con tutti “gli antichi” che in qualunque epoca hanno percorso questa via.

– La piacevolezza di avere il tempo per incontrare i territori attraverso gli abitanti, le loro opinioni e i loro contributi. Uno scambio finalizzato non solo alla ricostruzione del pezzo di storia/strada che li riguarda, ma anche al piacere che hanno nel rendere migliore il nostro soggiorno nelle loro terre.

Piazza Palatina, Tivoli.

Il viaggio

La brevità delle tappe è stata la fondamentale garanzia del soddisfacimento dei tre punti precedenti, per far sì che la fretta non ci prendesse mai e non ci distraesse dal vivere pienamente il momento presente.

Siamo partiti sabato 21 aprile da Roma, scoprendo piano piano tantissime tracce dell’Appia Antica lungo il percorso e nella memoria degli abitanti.

Abbiamo incontrato una gran quantità di persone appassionate della propria storia e innamorate del proprio territorio. Quasi che nel cuore delle popolazioni locali il Parco fino a Brindisi esista già.

Il percorso è tutt’altro che certo e ben tracciato.

Di fatto è una linea visibile e invisibile, che emerge e soccombe passando sopra a strade, montagne, fiumi, campi coltivati e centri abitati. La linea va cercata, scoperta e scelta, anche quando le difficoltà sembrano importi una deviazione. A volte c’è un asfalto comodo e liscio, a volte un percorso da MTB. Certamente da escludere la bici da corsa, con cui non si arriverebbe neppure al GRA.

A volte la “linea” passa per i luoghi più impensati.

Il viaggio è stato inserito nell’iniziativa “30 giorni in bici” che si svolge ogni anno nel mese di aprile in tutta Europa, con lo scopo di incentivare l’uso quotidiano della bicicletta.

Ha ricevuto la possibilità di utilizzo del logo del Parco Archeologico dell’Appia Antica ed è stato interamente documentato sia fotograficamente, sia con un diario quotidiano, sia registrando tutti i nostri movimenti sul GPS.

Terracina.

Dopo il viaggio

E adesso vogliamo cominciare un altro viaggio. Quello fatto del contributo che possiamo dare in termini di definizione di un tracciato migliore, in sicurezza, che porti gli italiani e non solo a riscoprire l’Appia Antica. Con tutto ciò che un’operazione di questo genere può implicare.

Da un lato pensiamo ad un aumento delle relazioni umane attraverso lo scambio tra chi viaggia e chi accoglie, con in più un vantaggio economico per i territori che si attraversano.

Dall’altro ci sembra necessario un incremento della cultura della ciclabilità, troppo spesso vista come un “gioco” o un passatempo domenicale dalle varie amministrazioni, anziché come serio, pulito e alternativo mezzo di locomozione.

Per questo desideriamo metterci a disposizione di chiunque (associazioni, privati cittadini e/o amministrazioni addette alla tutela e valorizzazione). Per far sì che l’esperienza fatta possa essere utile non solo a quell’Italia del Sud che stenta a farsi conoscere. Ma anche a chi volesse scoprirla con il piacere dell’equilibrio e del rispetto, percorrendo la Regina di tutte le Vie.

Marta e Raffaele “il principe”

Ecco l’effettivo percorso intrapreso durante il viaggio. Clicca due volte per ingrandire. Clicca sul primo simbolo in alto a sinistra (quello che trovi prima del titolo) per visualizzare le tappe.

Verso Melfi.

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